Dossier dati · Gruppo IX Turismo

Locazioni turistiche, prezzi e spopolamento di Venezia

Venezia si spopola da settant’anni. Le locazioni turistiche sono un fenomeno recente: nei dati demografici aggregati non emerge un’accelerazione riconoscibile coincidente con la loro diffusione. Regolarle è legittimo, ma non è dimostrato che una loro limitazione, da sola, produca un ripopolamento significativo e misurabile.

Tre ipotesi da verificare

Tre ipotesi, e cosa dicono i dati

Nel dibattito sulle locazioni turistiche ricorrono tre ipotesi principali. Le confronto con i dati disponibili.

  1. 1 La crescita delle LT ha contribuito in misura rilevante allo spopolamento del centro storico.
    Verifica: i dati aggregati non mostrano un’accelerazione del calo nell’era delle LT. Un contributo può esistere, ma il suo peso resta da dimostrare. → §02–04
  2. 2 La crescita delle LT ha inciso in misura rilevante su disponibilità di alloggi, canoni e prezzi di vendita.
    Verifica: il trasferimento di una quota di case dal residenziale al turistico è reale; i dati veneziani non mostrano però che le LT siano la causa dominante del caro-casa. → §05
  3. 3 Una forte limitazione delle LT riporterebbe al residenziale un numero significativo di alloggi e produrrebbe un aumento misurabile dei residenti.
    Verifica: è il passaggio decisivo. Nei casi italiani ed esteri, la riduzione degli annunci non si è tradotta in un ripopolamento chiaramente attribuibile alla regolamentazione. → §07

Il criterio: l’onere della prova

L’onere della prova non riguarda solo la diagnosi del problema, ma anche l’efficacia della soluzione. Chi chiede interventi rilevanti dovrebbe poggiarli su evidenze empiriche coerenti, un meccanismo causale plausibile e risultati attesi verificabili — mostrando quante abitazioni tornerebbero davvero al residenziale, a quali condizioni e con quale effetto sulla popolazione. Questo non significa negare l’impatto delle LT né escluderne la regolamentazione: significa distinguerne il peso dalle altre cause e verificare che le misure producano i risultati dichiarati.

Su cosa siamo d’accordo — e cosa ne deriva

Questa analisi non è una difesa delle LT a oltranza: parte, anzi, da tre punti fermi condivisi anche da chi vuole regolarle:

  • Il turismo sottrae case al residenziale — ed è un fatto antico e strutturale. Acquisti e conversioni di alloggi per uso turistico o «di prestigio» precedono Airbnb di mezzo secolo (documentario 1974, §02). Lo riconosciamo pienamente: le LT ne sono la forma recente, non l’origine. E proprio perché il fenomeno è strutturale, agire solo su di esse non lo risolve.
  • Una regolazione delle LT è utile — e necessaria. Serve a correggere storture reali: finti alberghi (interi edifici a uso turistico gestiti come strutture ricettive senza esserlo), concorrenza regolatoria con gli hotel (che sostengono obblighi più estesi — sicurezza antincendio, classificazione, autorizzazioni, personale, controlli) e concorrenza sleale alle piccole LT dei proprietari, schiacciati da grandi gestori con economie di scala irraggiungibili. Regolamentare sì (→ §06, tetto per gestore), per riportare equità e legalità — purché non la si usi come proxy del ripopolamento, che è un altro problema.
  • La politica deve intervenire: invertire la rotta è doveroso. Il punto non è «non si può fare nulla», è scegliere la leva giusta. Quella delle LT ha peso ridotto (§05, §07); le leve a maggior peso sono altre — redditività dell’affitto lungo, funzioni economiche, servizi — e vanno perseguite con obiettivi e risultati verificabili.

01 — In sintesi

Cinque dati che mettono in dubbio la tesi «è colpa delle LT»

−755
abitanti/anno persi dal centro storico nell’era delle LT (2013–23), contro −744/anno nel periodo pre-Airbnb. La curva non accelera.
−31.351
residenti persi durante l’equo canone (1978–98): la regolazione degli affitti, da sola, non bastò a trattenere i residenti.
11.746
case non occupate da residenti che NON risultano registrate come LT (ISTAT 2021). Le LT registrate (5.348) sono una parte del patrimonio non occupato da residenti.
≈ 0
variazione reale dei canoni OMI nelle zone campione fra 2006 e 2025: le quotazioni disponibili non mostrano un’impennata coincidente con le LT.
4
città che hanno regolamentato per prime (NY, Amsterdam, Barcellona, Parigi): nessuna prova (finora) di ripopolamento attribuibile alla stretta — ed è presto; l’effetto atteso è comunque piccolo.

02 — Il fenomeno di lungo periodo

Settant’anni di calo, e le LT non spostano la curva

Il centro storico è passato da 174.808 abitanti nel 1951 a 47.625 nel 2025 (48.489 nel 2024): circa −73%. La discesa più ripida è degli anni Cinquanta–Sessanta — industrializzazione di Marghera e nascita di Mestre — decenni prima di Airbnb.

Popolazione residente — centro storico di Venezia, 1871–2025

Il marcatore indica l’avvio della diffusione delle locazioni brevi. La pendenza non cambia.

Fonte: Comune di Venezia — Servizio Statistica, su dati Anagrafe comunale, «Popolazione residente 1871–2024».

📽️ Due reperti d’archivio · 1964 · 1974

Le stesse discussioni, mezzo secolo prima delle LT

Due documenti d’epoca autorevoli confermano, sul piano narrativo, la curva qui sopra: i problemi di oggi non nascono con le locazioni brevi. Airbnb è del 2008 (in Italia dal ~2014); questi vengono da mezzo secolo prima.

① Istituto Luce – Cinecittà (1964) — cinegiornale «Turismo di massa o turismo di classe?», archivio audiovisivo storico dello Stato. Già allora: overtourism e mordi-e-fuggi (turismo organizzato 80-85%, sosta max 2 notti), turismo a basso valore aggiunto (un gondoliere: «un movimento di massa che per noi non rende molto»), autorità assenti, patrimonio «svenduto» (l’asta di Palazzo Labia). Servizio — Archivio Luce.

② «La Città» di Guido Vianello (1974) — documentario che affronta di petto il problema abitativo. Cinquant’anni prima, gli stessi argomenti:

  • Costo del restauro → affitti alti: un tecnico spiega che i restauri in laguna hanno un costo «neanche da paragonare» con la terraferma, e che questo «per forza» porta gli affitti a livelli inaccessibili ai residenti — il meccanismo strutturale del caro-affitti, senza alcuna LT (è l’argomento di §05).
  • Spopolamento demografico: 1972, Venezia insulare — 1.612 morti contro 1.136 nati; ai Carmini, su 39 coppie sposate solo 11 restano. Popolazione insulare −60.000 in 20 anni, con «migliaia di appartamenti vuoti».
  • Outsider e uso stagionale: già allora ricchi italiani e stranieri comprano e restaurano case per uso estivo/saltuario → la sottrazione di alloggi al residenziale per fini turistici precede le LT di mezzo secolo.
  • Esodo a Mestre per costo e comodità, non per «espulsione turistica». Il monito finale: «Una città esiste se esistono i suoi abitanti».

Cosa dimostrano insieme: overtourism, caro-restauro, affitti alti, case vuote, acquisti «di prestigio» per uso stagionale e spopolamento demografico erano già presenti e discussi 50-60 anni fa, senza LT: tratti strutturali della traiettoria di Venezia. Cornice storica, non dato: testimonianze d’epoca; il documentario del 1974 ha un taglio militante (sindacale, pro-porto). I dati del 1972 sono coerenti con la serie Anagrafe del dossier. Video 1974 — YouTube.

03 — L’argomento decisivo

Il ritmo del calo, periodo per periodo

Se le LT fossero un acceleratore dello spopolamento, dopo il 2013–2015 la velocità di calo dovrebbe aumentare. Invece resta identica al periodo precedente — e la tendenza di lungo periodo rallenta da settant’anni.

Calo medio annuo del centro storico, per periodo

Abitanti persi in media ogni anno. Barra più lunga = spopolamento più rapido.

Elaborazione sui dati Anagrafe (§02). Periodi scelti su cesure storiche: boom industriale, equo canone, pre-Airbnb, era LT.

Sull’obiezione metodologica

«Se un fenomeno dipende da più fattori (X, Z, K), la presenza di X e Z non autorizza a ignorare K.» Obiezione fondata, e la accolgo: le LT vanno considerate. Proprio per questo il passo giusto non è escluderle, ma misurarne il peso — e la misura mostra che, quando le LT compaiono, la velocità di calo non cambia: resta ~−750/anno, come nel quindicennio precedente. Un contributo delle LT resta possibile; ma se ne fossero una causa rilevante o un acceleratore dominante, dovrebbe apparire come un peggioramento riconoscibile della traiettoria — e nei dati aggregati questo segnale non compare. Chi sostiene un effetto importante deve perciò dimostrarlo e quantificarlo: l’ipotesi che le LT accelerino lo spopolamento resta da dimostrare, non da assumere.

04 — Il motore, oggi

Oggi il calo è soprattutto demografico, non turistico

Lo spopolamento attuale è demografico, non turistico. Dal 2007 al 2025 la città storica ha registrato molti più morti che nati — un saldo naturale di −9.882 che nell'era delle LT si è persino approfondito (−560/anno nel 2018–2025, contro −491 nel 2007–2017); il saldo migratorio con l’esterno, negli ultimi anni, è invece tornato positivo. Scomponendo l’ultimo decennio (2015→2025, −7.964 residenti: da 55.589 a 47.625) i motori del calo sono tre: il saldo naturale pesa per −5.562 (la causa maggiore, il 70%); il trasferimento verso la terraferma vale ancora −3.489 (44%) — si lascia l’isola per costo e comodità, non per le LT, la stessa dinamica già fotografata nel 1974 (§02); l’immigrazione dall’esterno recupera invece +1.087. In breve: Venezia non perde più residenti per fuga verso altre città — li perde per invecchiamento e per lo spostamento interno verso la terraferma.

−5.402
saldo naturale 2007–2017 (nati +4.121, morti −9.523)
−4.480
saldo naturale 2018–2025: il deficit non si attenua
−560/anno
media 2018–2025, peggio del −491/anno del 2007–2017
>50%
famiglie monocomponenti (spesso anziani soli)

Controprova: anche Mestre e la terraferma si spopolano e invecchiano — senza overtourism né LT. La causa è più ampia del turismo. Fonte: Comune di Venezia — Servizio Statistica.

05 — Il mercato immobiliare

Le LT hanno «drogato» prezzi e affitti? I numeri dicono di no

Le LT registrate nel patrimonio non occupato da residenti (2021)

Abitazioni di Venezia insulare, 2021

Nel 2021, 5.348 delle 17.094 abitazioni non occupate da residenti risultavano registrate come LT.

Occupate da residenti · 29.817 LT registrate · 5.348 Altre non occupate da residenti · 11.746
Fonte: ISTAT, Censimento permanente 2021 (Venezia insulare); unità registrate come LT: Comune di Venezia, portale GeoIDS, elaborazione Bre-VE.

Affitti OMI: nessuna impennata generalizzata nell’era LT

Canone €/mq/mese, stato ottimo
Sestiere200620152025
Cannaregio Sud13–2213–2013,5–19,5
Castello Est12–2110–1510–15,5

Nessuna impennata coincidente con le LT (diffuse dal 2014–15); in termini reali i canoni scendono. Già nel 2006 un 80 mq a Castello costava ~960 €/mese: il caro-affitti è precedente. Come leggere il dato: le quotazioni OMI sono intervalli orientativi per zona e tipologia (qui due zone campione), non un indice dei nuovi contratti firmati; dicono che non si vede un’impennata generalizzata, non che nessun singolo canone sia mai salito. Fonte: Agenzia Entrate–OMI, banca dati locazioni.

Prezzi di vendita: boom-bust 2004–08

Indici quotazioni (base 2004=100 / 2010=100)
SeriePiccoDopo
Prov. Venezia (OMI, 2004=100)118 ’07105,5 ’21
Italia (ISTAT, 2010=100)102 ’0883 ’19

Il grande rialzo è 2004–2008, prima delle LT. Nel 2021 le quotazioni sono ancora sotto il picco 2007. Fonte: Agenzia Entrate–OMI, Statistiche regionali Veneto 2022; ISTAT IPAB.

Serie recente (idealista, prezzi richiesti, Comune): 2019 ~4.520 €/m² → 2022 ~4.382 (minimo) → 2025 ~4.877 → giu 2026 ~4.960. Piatti/in calo 2019–22, poi rialzo moderato 2023–26 (~+13% dal minimo) in linea col nazionale, non con un’accelerazione da LT.

Cosa dice la ricerca accademica

Barron, Kung & Proserpio (Marketing Science, 2021, dati USA, metodo causale): +1% di annunci Airbnb → +0,018% affitti e +0,026% prezzi, e l’offerta totale di case non cambia (riconversione lungo→breve, non distruzione). Effetto reale ma piccolo: agire solo sulle LT interviene su una quota minoritaria del problema.

Conferma su dati italiani — Congiu, Pino & Rondi (J. Regional Science 65(2), 2025), metodo causale IV su Roma, Firenze, Milano, Torino, Napoli: +1 punto di densità Airbnb → +0,63% del prezzo/m². Nel campione, la crescita 2014–2019 vale +43,4 €/m² in cinque anni, ossia ~4.250 € su una casa media di 98 m² in cinque anni — con forte variabilità: dallo 0,6% di Roma al 7,7% di Torino. Reale ma marginale; dove i prezzi scendevano, Airbnb ha semmai mitigato il calo, non creato un boom. Lo studio esclude Venezia perché la sua geografia (quasi tutta «centro») non consente l’analisi centro/periferia: non permette quindi un’inferenza diretta sul caso veneziano — anzi, in un mercato molto turistico e a offerta rigida l’effetto potrebbe collocarsi sopra la media.

Prova inversa, sul versante della regolamentazione — Wachsmuth & St-Hilaire (Regional Studies 60(1), 2026), metodo causale (difference-in-differences) su tutte le aree urbane canadesi 2017–22: le norme principal-residence che riducono le LT fanno scendere i canoni, ma di poco — −1,7% il primo anno, −3,3% dopo alcuni anni. Due dettagli contano per Venezia: (1) il calo è trainato dalle case-intere dedicate stabilmente al turismo (−16,4%, contro −7,5% delle altre): la regolazione morde sull’uso turistico dedicato, risparmiando l’home-sharing occasionale — non il tetto indiscriminato sui giorni; (2) misura i canoni, non i residenti — conferma un effetto-prezzo piccolo e reale, non un ripopolamento.

Redditività: perché togliere le LT non fa tornare l’affitto lungo

Anche senza LT, l’affitto residenziale a Venezia rende poco: la resa lorda in città storica è del 3,6–5,2%, che al netto di manutenzione (a Venezia cara: restauro «di fondo» 2.000–2.500 €/m²), imposte, morosità e sfitto diventa bassissima. Togliere le LT non rende di per sé conveniente l’affitto lungo: le case tornano in vendita o restano chiuse, come già prima delle LT. Il nodo è la redditività strutturale, non l’esistenza delle LT.

Il mercato residenziale è ampio; le LT ne sono una frazione

La città storica non ha un mercato immobiliare congelato: nel 2024 ha registrato 824 compravendite residenziali (Agenzia Entrate–OMI, macroarea «Centro Storico e Giudecca»), il 21% dell’intero Comune — e non è un picco (699 nel 2019, 780 nel 2018). A fronte di ~800 case che cambiano proprietario ogni anno, le LT crescono di ~120–230 unità nette l’anno (Inside Airbnb / GeoIDS): una frazione del movimento. La gran parte delle case vendute resta residenziale o diventa seconda casa; solo una quota minore alimenta il turistico.

Da qui il punto sui prezzi: se le case abilitabili a LT non costano più di quelle che non lo sono (il confronto qui sotto), il mercato non capitalizza l’uso turistico nel prezzo di vendita. Azzerare le LT non smonterebbe quindi alcun «premio»: sui prezzi di vendita l’effetto atteso è trascurabile; sui canoni un effetto c’è, ma piccolo (Wachsmuth, §07). In nessuno dei due casi si otterrebbe il crollo dei valori che servirebbe a ripristinare l’accessibilità — né, di per sé, il ritorno dei residenti.

Confronto esplorativo: le case escluse dalle LT non valgono sensibilmente meno

L’obbligo di fossa settica (§08) permette un confronto esplorativo (non una quasi-sperimentazione): un sottoinsieme di immobili del centro storico è di fatto escluso dall’uso LT — niente scarichi a norma, niente locazione turistica, e per l’uso turistico non è ammessa nemmeno la dichiarazione di «impossibilità tecnica». Se le LT fossero il principale fattore di prezzo, queste case dovrebbero valere sensibilmente meno.

5.734 €/m²
immobili con fossa esistente (campione annunci)
5.283 €/m²
fossa solo fattibile/predisposta
~8%
scarto — dentro il rumore tra sestieri (Cannaregio↔San Marco ~13%)

Un indizio preliminare, coerente con la tesi

Le case non abilitabili a LT non valgono sensibilmente meno: lo scarto (~8%) è dentro la normale varianza di localizzazione e qualità. Il mercato prezza posizione, piano, vista, stato ben più della «abilitabilità a LT» → è un indizio preliminare coerente con l’ipotesi che l’abilitabilità a LT non sia il principale fattore di formazione del prezzo — non una prova che togliere le LT lasci i valori invariati. Limiti: campione piccolo, prezzi richiesti, attributo non standardizzato — confronto esplorativo, non misura.

06 — Quante sono, e chi le gestisce

La serie delle LT, e la concentrazione nella gestione

Non esiste una serie annuale coerente: le fonti contano oggetti diversi (annunci ≠ unità registrate ≠ civici). I punti solidi disponibili, con Inside Airbnb come serie primaria:

Annunci Airbnb nella città storica (Inside Airbnb)

Snapshot reali del dataset. Crescono le LT — ma affitti e prezzi (§05) non seguono.

Fonte: Inside Airbnb, snapshot 06/12/2021 e 16/06/2026 (dataset scaricato). Perimetro: città storica — i sei sestieri più Sant’Elena, Giudecca e Sacca Fisola. Metodo e definizioni dei dati.

La proprietà è dispersa, la gestione è concentrata

67%
degli host ha un solo annuncio (piccoli proprietari)
68→71%
annunci gestiti da host con ≥2 (2021→2026)
36%
annunci in mano ai property manager (≥5)
118
annunci del maggiore gestore (City Apartments)

Implicazione politica

Un limite uniforme di giorni inciderebbe su tutti gli immobili, ma con effetti diversi: penalizza soprattutto i piccoli proprietari, mentre i grandi property manager hanno maggiore capacità di adattamento. Se l’obiettivo è ridurre la concentrazione, lo strumento coerente è un tetto riferito al soggetto economico effettivo (immobili/posti-letto per gestore), con adeguate misure antielusive — non il limite dei giorni, che comprime il reddito del piccolo senza restituire case al residenziale.

07 — L’evidenza internazionale

Chi ha regolamentato per primo ha ripopolato il centro?

È la domanda decisiva per qualunque proposta seria. Su un punto il dato è netto: ad oggi nessuna città che ha regolamentato ha visto tornare i residenti per effetto della stretta sulle LT. Sui canoni, invece, l’evidenza causale più solida (Wachsmuth & St-Hilaire, Regional Studies 2026) mostra un effetto reale ma piccolo — e ottenuto riducendo le case-intere dedicate al turismo, non l’home-sharing occasionale (coerente con un intervento mirato sull’uso estrattivo, non con il tetto indiscriminato, §06). Per un verdetto definitivo è presto — molte norme sono recenti — ma su un punto l’attesa non cambierà le cose: anche nello scenario più favorevole, l’entità dell’effetto resta piccola, perché la leva delle LT è, per sua natura, piccola — e riguarda i canoni, non il ritorno dei residenti.

Anche funzionando al meglio, la stretta sulle LT sposterebbe poco — e le città che ci hanno provato lo confermano

  • Il tetto dell’effetto è basso. L’impatto delle LT sui prezzi è reale ma piccolo (§05: ~4.250 € su una casa media in 5 anni). Le stime non consentono di assumere che una riduzione imposta produca un effetto uguale e contrario — ma un effetto di riduzione esiste, ed è stato isolato con metodo causale: in Canada le norme principal-residence hanno fatto scendere i canoni dell’1,7%→3,3% (Wachsmuth & St-Hilaire 2026, su immobili costruiti per la locazione); e durante il Covid, dove Airbnb crollò, gli affitti scesero fino al ~7% nelle aree più saturate. Una variazione di quell’ordine difficilmente basterebbe, da sola, a ripristinare l’accessibilità o a riportare residenti.
  • Dove i canoni si sono davvero mossi, a muoverli sono state altre leve. A Barcellona e Parigi il calo di affitti e speculazione dipende dai tetti agli affitti e dalla regolazione dell’affitto stagionale, non dalle licenze turistiche. In questi due casi la stretta sulle LT, presa da sola, non mostra un effetto proprio evidente (mentre dove è stata isolata con metodo causale — il Canada — l’effetto c’è, ma è piccolo).
  • Sul mercato-casa complessivo l’impatto è, per costruzione, marginale. Dove le STR valgono ~1% degli alloggi (New York), nessun limite può spostare l’affitto medio cittadino: la leva agisce su una frazione minima dello stock. A raccogliere la domanda turistica dirottata sono stati gli hotel (+12,6%), non gli inquilini.
  • I tempi sono brevi, ma questo non depone per nessuna tesi. Le norme sono recenti (New York 2023 → Barcellona 2028) e un verdetto definitivo sarebbe prematuro; nei dati già disponibili, però, nulla indica un effetto grande in arrivo: le magnitudini finora misurate sono tutte piccole.

In sintesi: limitare le LT è una leva minore. Nessuna città l’ha usata per ripopolare; sui canoni una regolazione che riduce le case-intere dedicate ottiene al più un calo modesto (−1,7% a un anno, −3,3% nel 2023: cresce nel tempo ma resta moderato), non la fine del caro-casa. Anche nel migliore dei casi le magnitudini note indicano un effetto piccolo. Le cause profonde del calo veneziano — invecchiamento e saldo naturale (§02–04), redditività strutturale dell’affitto lungo (§05) — restano intatte da qualunque tetto alle locazioni turistiche.

CittàMisuraAnnunci LTRipopolamento / affitti
New YorkLocal Law 18 (2023)−90%+Affitti cittadini +8,1% dal 2023, ma STR ~1% dello stock → contatore sbagliato, non prova di fallimento; hotel +12,6% (domanda spostata)
Amsterdam30 notti (2019) → 15 dal 2026−54%«+34% affitti» = fonte Airbnb, di parte; divieto di quartiere annullato dal giudice; leva vera = edilizia sociale
Barcellonamoratoria 2014 → azzeramento 2028in caloStretta ancora parziale; ripopolamento (contestato) da immigrazione; canoni/speculazione da altre leve (sotto)
Parigi120→90 notti (2025)in caloLegge 2025, troppo recente; leve parallele (controllo affitti, edilizia sociale, divieti energetici) rendono l’effetto LT non isolabile

Barcellona è il banco di prova più severo — prima a muoversi, economia diversificata, ben più «facile» da ripopolare di Venezia — e la sua stretta è ancora parziale (azzeramento solo dal 2028). Se l’effetto non si isola nemmeno lì, difficilmente a Venezia sarà grande. Il punto non è «all’estero non funziona» (empiria troppo giovane): è che anche nello scenario migliore l’effetto atteso è modesto, mentre le cause del calo veneziano (§02–04, §05) non sono toccate.

Barcellona in dettaglio — dati verificati

A Barcellona convivono più misure. Tenendole separate, la leva che ha mosso affitti e speculazione non è la stretta sulle LT, ma il tetto diretto agli affitti e la regolazione dell’affitto stagionale.

1,73 mln
abitanti (2025), massimo dal 1985 — +30k in un anno
25,4%
residenti stranieri (432.556, +10,4%): crescita da immigrazione
>21.000
deficit di alloggi (2024): ~10k costruiti vs ~40k necessari
26,1 mln
visitatori 2025 (record) — il turismo non cala con le LT

Cosa dicono questi dati (e cosa no)

La crisi abitativa di Barcellona è guidata da offerta strutturalmente insufficiente + forte immigrazione: fattori indipendenti dalle LT. I movimenti misurabili su canoni e speculazione coincidono con leve distinte dalla stretta LT (tetto agli affitti, affitto stagionale), peraltro contestate. L’effetto proprio della riduzione delle licenze non è isolato — l’attribuzione è incerta nei due sensi. Ciò che regge è il negativo debole: finora la sola stretta LT non mostra effetti misurabili e attribuibili, mentre il turismo resta ai massimi. E l’azzeramento vero è previsto per il 2028: oggi è un test di misure parziali.

New York, Amsterdam, Parigi — dati verificati

Stesso schema: la stretta taglia gli annunci, ma un sollievo su affitti o ripopolamento attribuibile alla sola regolazione LT non è (ancora) isolabile; dove i canoni si muovono, agiscono in parallelo altre leve. Vale il quadro d’insieme del riquadro qui sopra.

New York — Local Law 18 (2023)

  • Leva LT: annunci −90%+; oltre 14.000 edifici esclusi.
  • Casa: ~2 anni sono troppo pochi e il contatore cittadino è il più sbagliato (STR ~1% dello stock; canoni USA su ovunque post-Covid). Il «+8,1%» non isola l’effetto di LL18 e non è prova di fallimento; manca il controfattuale di micro-zona. Miller Samuel: «nessun impatto materiale sull’accessibilità» — coerente con un effetto piccolo, non una smentita.
  • Vince l’hotel: tariffe +12,6% in due anni (triplo della media USA).

Amsterdam — 30 notti (2019) → 15 (2026)

  • Leva LT: annunci −54% (2019-24).
  • Casa: il «+34%» viene da un’analisi commissionata da Airbnb — fonte di parte, da prendere con cautela. Ciò che è solido: la leva abitativa vera è lo storico settore sociale/regolato, non il limite alle STR.
  • Giudice: divieto su interi quartieri annullato; regge solo il tetto a notti. Leva vera = settore sociale/regolato.

Parigi — 120→90 notti (2025), legge Le Meur

Fonti §7: Catalan News; El Economista; Metropoli Abierta; Ajuntament de Barcelona; Skift; Viaempresa; Infobae; idealista; Público; Gallet Dreyer, Habitat Magazine e NYC OSE (New York); ShortTermRentalz e Airbnb Newsroom (Amsterdam); 56Paris e Fortune (Parigi). Riferimenti completi tra le fonti in calce.

08 — Due approfondimenti

Fosse settiche e criterio per le proposte

Fosse settiche: perché c’entrano con i prezzi

Un regolamento comunale (art. 63 del Regolamento edilizio, in vigore dal 2020) impone, nel centro storico senza fognatura dinamica, la messa a norma degli scarichi con trattamento individuale — e per l’uso turistico non ammette la deroga per «impossibilità tecnica». Un sottoinsieme di case del centro è così di fatto escluso dall’uso LT. L’obbligo è vincolante e oggi effettivamente sanzionato, anche se l’applicazione è recente e non capillare.

Perché è un indizio utile sui prezzi

È questo a rendere possibile il confronto esplorativo di §05: le case «non-LT» non valgono sensibilmente meno (~8% di scarto, dentro il rumore della varianza tra sestieri). Se le LT fossero il principale fattore di prezzo, dovrebbero valere molto di meno — non è così. Il confronto è coerente con l’ipotesi che l’abilitabilità a LT non sia il principale fattore di prezzo; non permette però di prevedere cosa accadrebbe ai valori dopo una limitazione generalizzata.

Lo standard che ogni proposta deve rispettare

Prima di limitare, una misura seria deve dichiarare e prevedere:

Senza queste risposte si rischia di danneggiare un’economia reale — l’indotto e le centinaia di posti di lavoro di chi vive a Venezia grazie a questo settore — senza ottenere in cambio il ripopolamento.