Verifica storica · una fonte del 2009

Gli stessi problemi, prima delle locazioni turistiche

Nell'agosto 2009 National Geographic dedicò dieci pagine a Venezia. Airbnb aveva un anno di vita ed era un fenomeno californiano: a Venezia le locazioni turistiche diventano un fatto di massa solo dal 2015. Eppure quell'articolo contiene già, per intero, l'elenco dei problemi che oggi vengono attribuiti agli affitti brevi.

00 · La fonte

Una fotografia scattata prima dell'imputato

Il documento Il testo dei due articoli

Trascrizione integrale di «Venezia» di Cathy Newman e «Venezia ritorno al Futuro» di Diego Orlando, dalla scansione della rivista. Nella scansione mancano le pp. 82-83, 88-95 e 98.

Leggi il testo integrale 30 KB

Il numero di agosto 2009 di National Geographic Italia conteneva due servizi su Venezia: «Venezia», di Cathy Newman con fotografie di Jodi Cobb (pp. 78-87), e «Venezia ritorno al Futuro», testo e fotografie di Diego Orlando (pp. 96-99). Nel primo parlano il sindaco Massimo Cacciari, lo storico Gherardo Ortalli, l'assessore al Turismo Augusto Salvadori, l'agente immobiliare Eugenio Scola, l'insegnante Silvia Zanon, il libraio Franco Filippi. Il secondo elenca i progetti che avrebbero dovuto salvare la città.

La data è tutto. Nell'agosto 2009 le locazioni turistiche, nel senso in cui se ne discute oggi, non esistono a Venezia. Quello che segue è quindi il confronto fra due fotografie della stessa città, a diciassette anni di distanza: una senza affitti brevi, una con.

2009
L'anno dell'articolo. Sei anni prima che le locazioni turistiche diventino un fenomeno di massa in città
60.000
I residenti del centro storico nel 2008, secondo l'articolo. Oggi sono 47.652
−444
Residenti persi in un anno, già allora. La media di lungo periodo è di ~750 l'anno, prima e dopo le locazioni turistiche
×6
La crescita di alberghi e pensioni dopo la legge del 1999, secondo l'articolo: la vera grande conversione

01 · Il confronto

L'elenco dei problemi è lo stesso

A sinistra le parole e i numeri del 2009. A destra la situazione di oggi. Il punto non è che nulla sia cambiato: è che l'elenco è lo stesso, e nel 2009 non c'erano locazioni turistiche a cui attribuirlo.

 2009 National Geographic2026 Oggi
Residenti
centro storico
«60 mila» (2008) 47.652 a fine 2025: circa dodicimila in meno in diciassette anni
Ritmo del calo «L'anno scorso il numero dei residenti si è ridotto di 444 unità» −780 nel 2025, in linea con la media di lungo periodo di circa 750 l'anno: il calo non si è fermato, ma nemmeno accelerato con le locazioni turistiche — vedi la nota
Pressione
turistica
«21 milioni» di visitatori stimati; 80 mila in un solo giorno di ponte; navi da crociera «alte dieci piani» Circa 6,3 milioni di escursionisti l'anno (stima Ca' Foscari, 2024); ~11.000 paganti al giorno nelle giornate di contributo d'accesso; grandi navi fuori dal Bacino dal 2021
Negozi di
vicinato
Molin Giocattoli chiude nel 2007; dieci ferramenta chiuse in un anno e mezzo; a Rialto salumieri, panettieri e fruttivendoli già sostituiti dai souvenir; la Camiceria San Marco trasloca perché l'affitto è triplicato Il processo è proseguito senza interruzioni. Nessuna delle chiusure del 2007-2008 può essere imputata alle locazioni turistiche
Chi compra
casa
«Per anni i compratori sono stati americani, inglesi, altri europei… adesso si cominciano a vedere dei russi. E qualche cinese». Su un monolocale di 36 mq: «quasi certamente, non sarà un veneziano» Identico, e con gli stessi profili. Nel 2009 il canale che sottraeva case ai veneziani era la compravendita, non l'affitto breve
Conversione a
uso turistico
«Una legge varata nel 1999 che agevola la conversione di edifici residenziali in alloggi per turisti… da allora il numero di alberghi e pensioni si è sestuplicato» 6.324 locazioni turistiche nel Comune, 6.178 fra centro storico e Giudecca. A differenza degli alberghi del 1999, restano abitazioni: nessun cambio di destinazione d'uso
Città-museo «Venezia finirà per diventare un parco a tema per ricchi»; «resteranno le pietre. La gente no» Formula immutata nel dibattito pubblico
Rimedi
proposti
Cacciari: «farei fare un esamino d'ammissione e pagare una piccola quota». Salvadori: «forse servirà mettere una tassa su hotel e ristoranti» Contributo d'accesso, tassa di soggiorno, limite di 25 persone ai gruppi, divieto di altoparlanti: introdotti tutti
Economia «Il turismo genera ogni anno entrate per un miliardo e mezzo di euro, e probabilmente anche di più, perché molte operazioni avvengono in nero» (CISET) Il comparto extra-alberghiero è oggi fra i più tracciati: codice identificativo nazionale, banche dati comunali, ritenuta operata dai portali, cedolare secca
Colonna 2009: National Geographic Italia, agosto 2009. Colonna 2026: Comune di Venezia (residenti, contributo d'accesso, banca dati GeoIDS), stima Ca' Foscari sugli escursionisti.

Le tre frasi che pesano di più

Sono del sindaco in carica, intervistato nel 2009.

«Il cosiddetto esodo, che risale a un'epoca molto lontana, è profondamente legato al problema degli alloggi».

«Tengo a ricordare che la diminuzione della popolazione… non è solo un problema di Venezia, ma di tutte le città storiche, e non solo italiane».

«Vivere qui costa molto più che a Mogliano, a 20 chilometri da Venezia. Se lo possono permettere solo i ricchi o gli anziani proprietari di un alloggio che hanno avuto in eredità. I giovani? Non hanno abbastanza soldi».

Massimo Cacciari, sindaco di Venezia — National Geographic, agosto 2009

Nell'ordine: l'esodo è antico; è un fenomeno strutturale delle città storiche, non un'anomalia veneziana da imputare a un attore locale; la causa prossima è il costo del vivere e dell'abitare, con il differenziale fra città storica e terraferma come motore. Detto nel 2009, senza locazioni turistiche nel quadro, da chi governava la città.

02 · Il mercato della casa

I prezzi erano già questi

È l'obiezione più diretta all'idea che siano stati gli affitti brevi a rendere Venezia inaccessibile: era già inaccessibile, e i numeri di allora non sono più bassi di quelli di oggi.

L'agente immobiliare, 2009

Alla richiesta di «qualcosa di più abbordabile», Eugenio Scola mostra alla giornalista un monolocale di 36 metri quadrati a 260.000 euro — cioè circa 7.200 euro al metro quadro — e commenta: «qualcuno lo comprerà come investimento o per farne un pied-à-terre. Quasi certamente, non sarà un veneziano». Nello stesso ufficio: un appartamento sul piano nobile di un palazzetto del Settecento a nove milioni, e Palazzo Nani, 5.600 mq, in vendita con possibilità di cambiare destinazione d'uso — «probabilmente diventerà un albergo».

Per confronto, i prezzi richiesti a giugno 2026: Venezia Isola 5.403 €/mq, Cannaregio 5.280, San Marco e Rialto 5.988. Un monolocale ha sempre un prezzo al metro superiore alla media, quindi il singolo caso non fa una serie — ma quel prezzo del 2009, in euro correnti, starebbe oggi sopra la media di qualunque sestiere. Al netto dell'inflazione la distanza è molto maggiore.

IndicatoreAlloraOggiLettura
Indice dei prezzi di vendita
OMI (base 2004 = 100)
provincia di Venezia
picco ~118 nel 2007 ~105,5 nel 2021
(capoluoghi: 125,5 → 110)
Nel 2021 i prezzi erano ancora sotto il picco del 2007. Il grande rialzo è del 2004-2008, cioè prima delle locazioni turistiche
Prezzi richiesti
Comune di Venezia
4.520 €/mq (2019) 4.382 €/mq (minimo 2022)
→ 4.960 (giugno 2026)
Piatti o in calo fino al 2022, poi rialzo moderato in linea con il dato nazionale, non con un'accelerazione veneziana
Canoni di locazione OMI
Cannaregio Sud, stato ottimo
13-22 €/mq (2006) 13,5-19,5 €/mq (2025) Nominalmente piatti. In termini reali, al netto di vent'anni di inflazione, scesi
Canoni di locazione OMI
Castello Est, stato ottimo
12-21 €/mq (2006) 10-15,5 €/mq (2025) In calo anche in termini nominali
Agenzia delle Entrate — OMI, Statistiche regionali Veneto e banca dati delle quotazioni; idealista per i prezzi richiesti.

Fra il 2006 e il 2009 — prima che a Venezia esistesse una sola locazione turistica nel senso odierno — un ottanta metri quadri a Castello costava già intorno ai 960 euro al mese, un monolocale in centro 260.000 euro, e l'acquirente tipo era già un non veneziano. Le locazioni turistiche si sono innestate su un mercato già espulsivo: non lo hanno creato. E il 2009 mostra qual è l'esito alternativo reale quando una casa non va in affitto breve: vendita a un non residente, pied-à-terre, casa chiusa. Non l'affitto a una famiglia veneziana.

Come vanno letti questi dati. Le quotazioni OMI sono intervalli orientativi per zona e tipologia, non un indice dei contratti effettivamente stipulati, e qui riguardano poche zone campione. Sostengono l'affermazione «non si osserva un'impennata generalizzata coincidente con le locazioni turistiche»; non sosterrebbero un secco «gli affitti non sono saliti». Anche i dati sui prezzi richiesti non sono rogiti.

03 · La conversione

La grande conversione di case in ricettivo è del 1999, ed è alberghiera

«Una legge varata nel 1999 che agevola la conversione di edifici residenziali in alloggi per turisti ha esacerbato il problema della carenza di abitazioni; da allora, il numero di alberghi e pensioni si è sestuplicato».

National Geographic, agosto 2009

Non è una frase di passaggio: la rivista dedica al tema una mappa a doppia pagina che distingue gli alberghi e le pensioni aperti prima e dopo il 1999, con il titolo «Non c'è posto per tutti».

Il paradigma «sottrarre case alla residenza per darle al turismo» non è stato dunque inaugurato dagli affitti brevi. È stato inaugurato, con una moltiplicazione per sei in dieci anni, dal comparto ricettivo tradizionale e su incentivo normativo. Con due differenze che contano:

Differenza 1 · reversibilità

L'albergo non torna casa

Un appartamento diventato albergo ha cambiato destinazione d'uso: la sottrazione è definitiva. Una locazione turistica è un uso di un'abitazione che resta abitazione, e può tornare residenza in qualunque momento.

Differenza 2 · a chi va la rendita

Chi incassa il turismo

La crescita alberghiera concentra la rendita turistica su operatori e capitali, spesso esterni. La locazione turistica la distribuisce su proprietari singoli, in buona parte residenti.

Nello stesso articolo, mentre quella moltiplicazione è in corso, l'assessore al Turismo dichiara: «non posso preoccuparmi degli alberghi: devo pensare ai veneziani». Sedici anni dopo, la pressione politica è tutta sulle locazioni turistiche e nessuna sulla ricettività tradizionale.

La legge non viene nominata dalla rivista e il dato del «×6» è riportato qui come affermazione dell'articolo: va riscontrato su fonte ufficiale prima di essere usato come cifra.

04 · Il bilancio

I progetti del 2009, diciassette anni dopo

Il secondo articolo del numero sosteneva la tesi opposta al primo: «La Serenissima non diventerà un museo», e a dimostrarlo c'era un elenco di progetti. Vale la pena tirare il bilancio, perché è la prova più netta che il problema di Venezia non è la mancanza di interventi.

Progetto annunciato nel 2009EsitoChe cosa è successo
Punta della Dogana
Fondazione Pinault, restauro di Tadao Ando
realizzato Aperta nel 2009 e pienamente attiva: nel 2026 la Collezione Pinault presenta per la prima volta quattro mostre in contemporanea fra Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Il Comune ha nel frattempo ceduto a Pinault la propria quota di Palazzo Grassi. Un polo museale e turistico
Fondazione Vedova
Magazzini del Sale, progetto di Renzo Piano
realizzato Attiva, con le dieci navette robotizzate descritte nell'articolo. Apertura stagionale. Un polo museale
Magazzini del Sale
Sale Docks
precario Attivo dal 2007, con canone versato al Comune dal 2012. Nell'agosto 2025 oggetto di richieste di sgombero
Arsenale
Istituto Thetis, ricerca e Biennale
riconvertito Nel 2025 la Giunta approva una pre-intesa da oltre 125 milioni per l'Arsenale Nord, con l'obiettivo dichiarato di fare di Venezia una destinazione leader del turismo congressuale internazionale. Nel 2009 l'Arsenale doveva tornare «spazio della città, produttivo e simbolico della vitalità economica veneziana»
VEGA — Venice Gateway
Parco Scientifico e Tecnologico, Marghera
fallito Concordato preventivo dal 2013, oggi in liquidazione. Bilancio 2024: 2,68 milioni di ricavi, 1,1 milioni di perdita, cinque dipendenti; parti del parco vendute all'asta
Studium Generale Marcianum
Patriarcato di Venezia
smantellato Ridimensionato «ai minimi termini» nel 2014 dal patriarca Moraglia, con l'approvazione di Papa Francesco, per evitare il tracollo finanziario del Patriarcato: chiusi il collegio internazionale, la facoltà di Diritto canonico e l'Istituto di Scienze religiose
Città della Scienza, Conoscenza e Tecnologia
da 10 a 35 ettari a Marghera
mai nata Non realizzata
Ponte della Costituzione
progetto di Santiago Calatrava
realizzato,
problematico
Costo passato da 6,7 a 11,6 milioni. L'ovovia per le persone con disabilità (circa 2 milioni) è stata usata pochissimo e infine smantellata. Gradini di vetro scivolosi: otto lastre sostituite in quattro anni invece che in venti. Manutenzione ordinaria 167.000 euro l'anno. Calatrava condannato in appello a 78.000 euro
Waterfront
riconversione di Porto Marghera
parziale Thetis ha realizzato il Master Plan per la bonifica dei siti contaminati. Il polo produttivo annunciato non è nato
Verifica svolta ad agosto 2026 su fonti pubbliche: Comune di Venezia, vegapark.ve.it, Patriarcato di Venezia, stampa locale e nazionale.

Il bilancio in una riga

È stato realizzato quasi tutto ciò che era culturale ed espositivo; è fallito o non è mai partito quasi tutto ciò che era produttivo e tecnologico. Venezia si era impegnata a «non diventare un museo» e ha costruito soprattutto musei. E l'Arsenale, che doveva tornare produttivo, nel 2025 viene rilanciato con 125 milioni come polo del turismo congressuale.

05 · Le misure

Quello che è stato introdotto, e quello che ha prodotto

MisuraStatoRisultato
Contributo d'accesso Sperimentazione dal 2024,
rinnovata nel 2025 e nel 2026
Nel 2026: 5,2 milioni incassati su 60 giornate, 650.000 voucher a pagamento, circa 11.000 paganti al giorno, il 46% con prenotazione (nel 2025: 5,4 milioni). Il Comune parla di «alcuni segnali di attenuazione dei picchi» di affluenza. Nello stesso anno il centro storico ha perso 780 residenti
Limite di 25 persone ai gruppi accompagnati e divieto di altoparlanti In vigore dal 1° agosto 2024 Sanzioni da 25 a 500 euro. Misura di ordine e decoro: nessun effetto atteso né osservato su residenti o costo dell'abitare
Piano casa comunale 2024-2026 In corso 27,7 milioni per riqualificare circa 500 alloggi comunali fra centro storico, isole e terraferma, con l'obiettivo dichiarato di azzerare gli sfitti del patrimonio pubblico
Alloggi comunali sfitti Su circa 5.300 alloggi comunali, una quota stimata intorno al 20% risulta sfitta: dell'ordine di mille alloggi pubblici vuoti
Comune di Venezia (contributo di accesso 2026, regolamentazione dei gruppi accompagnati, piano casa) e stampa locale. La quota di alloggi sfitti è ripresa dalla stampa e va riscontrata su atto comunale.

Il punto non è che queste misure siano sbagliate: governare i flussi è legittimo e necessario. Il punto è che sono state introdotte tutte, e la curva dei residenti non si è mossa. È la stessa sequenza che l'articolo del 2009 documentava già allora, quando i rimedi erano i tremila gerani sui balconi, i volontari del decoro in Piazza San Marco e le settantaduemila buste di plastica distribuite ai residenti — senza, annota la rivista, che venisse aggiunto un solo cestino dei rifiuti in cui buttarle.

Il dato che meriterebbe di stare al centro del dibattito

Il Comune di Venezia ha nell'ordine di mille alloggi pubblici sfitti. È una grandezza dello stesso ordine dell'effetto che le stime più ottimistiche attribuiscono a una stretta sulle locazioni turistiche — con la differenza che queste case sono già di proprietà pubblica, sono già vuote e non richiedono di togliere nulla a nessuno. Il piano casa in corso ne affronta metà, in tre anni. Prima di discutere di come sottrarre case ai privati, varrebbe la pena chiedersi perché quelle pubbliche restino chiuse.

06 · La lettura

Cosa se ne ricava

  1. La diagnosi era completa prima del presunto responsabile

    Spopolamento, overtourism, negozi che spariscono, affitti insostenibili, case comprate da stranieri: tutto documentato nell'agosto 2009 da una rivista internazionale senza alcun interesse nel dibattito italiano sugli affitti brevi. Chi sostiene che la causa siano le locazioni turistiche deve spiegare che cosa produceva esattamente gli stessi effetti quando non esistevano.

  2. Il mercato immobiliare era già espulsivo

    260.000 euro per 36 metri quadri nel 2009; canoni OMI nominalmente piatti dal 2006; indice dei prezzi ancora sotto il picco del 2007. Le locazioni turistiche non hanno creato quel mercato: ci si sono innestate.

  3. Il canale di sottrazione, allora come oggi, è la compravendita

    «Quasi certamente, non sarà un veneziano». Nel 2009 la casa usciva dalla disponibilità dei residenti diventando investimento, seconda casa o pied-à-terre. È l'esito che si otterrebbe togliendo la locazione turistica senza rendere conveniente l'affitto residenziale.

  4. Diciassette anni di progetti sono stati realizzati, e non è bastato

    Il problema di Venezia non è che manchino gli interventi. È che quelli riusciti sono quasi tutti turistici e culturali, e quelli che avrebbero portato lavoro non turistico sono falliti. Il ripopolamento non è mancato per assenza di regole sull'uso delle case: è mancato perché non sono arrivate le funzioni promesse.

  5. La domanda giusta

    Non «di chi è la colpa», ma: perché la stessa diagnosi vale identica da vent'anni, nonostante tutto quello che è stato fatto? Finché si risponde con un divieto in più, la risposta continuerà a essere sbagliata — perché è già stata data molte volte, e non ha funzionato.

Il seguito di questo ragionamento sta nelle altre pagine: i dati sulle locazioni turistiche · che cosa succede se si chiudono · la residenzialità · le proposte.

07 · I limiti

Cosa questa pagina non dimostra

Un anno non fa una tendenza

Nel 2008 National Geographic registrava 444 residenti persi in un anno; nel 2025 ne sono stati persi 780. Preso da solo, l'accostamento suggerirebbe un peggioramento — ma è un confronto fra due singoli anni, e il 2008 fu un anno migliore della media. La media di lungo periodo è di circa 750 residenti l'anno, ed è la stessa nel quindicennio precedente e in quello successivo all'arrivo delle locazioni turistiche: la curva dello spopolamento non mostra un'accelerazione riconoscibile. Il 2025, con 780, è esattamente su quella media.

Il motore, per di più, è in larga parte demografico: fra il 2015 e il 2025 il centro storico ha perso 7.964 residenti, di cui 5.562 — il 70% — per saldo naturale, cioè per morti che superano le nascite. Fra centro storico e isole gli over 65 sono circa 24.600 su 74.400 residenti. Un saldo naturale di cinquecento persone l'anno si produce da sé, e nessun limite alle locazioni turistiche lo tocca.

Non è una prova a favore delle locazioni turistiche. L'articolo del 2009 non ne parla, perché non esistevano. È una prova contro l'attribuzione monocausale, che è cosa diversa: le locazioni turistiche possono avere effetti — gli studi causali seri ne misurano di reali ma piccoli — senza per questo essere la causa dello spopolamento.

L'articolo contiene anche l'argomento opposto. La rivista scrive che la conversione di abitazioni in alloggi per turisti «ha esacerbato il problema della carenza di abitazioni». È il paradigma che oggi viene applicato agli affitti brevi, affermato allora a proposito degli alberghi. La distinzione che regge è fra una conversione irreversibile e un uso reversibile — non la negazione del meccanismo.

Alcune cifre dell'articolo sono stime. I «21 milioni di visitatori» del 2008 sono una stima giornalistica e non vanno usati come dato: qui sono riportati per documentare la percezione dell'epoca. La «legge del 1999» non è nominata dalla rivista e il «×6» di alberghi e pensioni è un'affermazione dell'articolo, non un dato riscontrato su fonte ufficiale.